Legge Anti Abbandono (Legge 117/2018)

I numerosi casi di abbandono di bambini in auto hanno lanciato un allarme sociale, inducendo le Autorità competenti a ricercare una soluzione adeguata per limitare il problema. L’esigenza di offrire supporto a tutte le famiglie ha permesso l’approvazione del Decreto attuativo della Legge 117/2018, entrata in vigore il 7 novembre 2019, dopo la pubblicazione del 23 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale.

Rispettando il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di dispositivi anti abbandono, il testo ministeriale impone l’obbligo che riguarda l’installazione a bordo dei veicoli di un dispositivo di allarme che prevenga l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, attivandosi autonomamente in caso di dimenticanza del bambino e di lanciare un segnale di allarme acustico o visivo all’adulto che si allontana.

L’approvazione del Decreto non altera la già presente legge sul trasporto dei minori in auto, prevista dall’articolo 172 del Codice della Strada, che prevede l’obbligo di installare dispositivi anti abbandono per i bambini fino ai 150 centimetri di altezza; ma la integra e l’aggiorna.

L’entrata in vigore della legge per dispositivi anti abbandono, che agevola le famiglie nell’acquisto di sistemi antiabbandono, con l’istituzione di un fondo e con il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo di allarme acquistato, era prevista, però, per il 1 Luglio 2019, termine slittato al mese di novembre a causa della mancanza di un decreto attuativo che definisse i termini di omologazione dei dispositivi e di una nuova normativa seggiolini auto anti abbandono. Questo ha comportato non solo la mancata attivazione delle sanzioni previste dalla nuova normativa seggiolini auto anti abbandono per chi non fosse a norma, ma anche un sostanziale ritardo per alcune aziende di adeguare i propri prodotti alla normativa anti abbandono.

In dettaglio, la legge seggiolini anti abbandono prevede l’obbligo per le categorie di veicoli internazionali MI, NI, N2 ed N3, così come definite dalla direttiva 2007/46/CE, sui quali sono ammessi per legge solo i dispositivo di allarme, costituiti da uno o più elementi interconnessi e da un sistema anti abbandono, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo.

Nonostante l’Italia sia il primo paese al mondo ad aver emanato una legge sui seggiolini anti abbandono, il D.Lgs. rientra all’interno della più ampia normativa anti abbandono dell’Unione Europea, che armonizza le condizioni di commercializzazione dei dispositivi anti abbandono: legge europea e italiana coincidono in molte parti.

Come riportato all’art.3 del testo ministeriale, il dispositivo anti abbandono può essere:
a)integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini;
b)una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
e) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

In questo modo, le famiglie possono scegliere se acquistare un seggiolini auto con dispositivo anti abbandono o semplicemente dotare un seggiolino antiabbandono già acquistato in precedenza.

L’acquisto di un sistema anti abbandono auto integrato e di un seggiolino con dispositivo anti abbandono è regolato dalle norme europee, che prevedono l’omologazione UN ECE R44 e la più recente UN ECE R129 (i-Size) e loro successive revisioni, differenti tra loro per peso e per altezza, ma entrambi sicuri e completi e che rispettano la legge anti abbandono.

Questa stessa legge anti abbandono bambini abbandono prevede, inoltre, delle sanzioni per chi non si adegua, che incorrerà nelle violazioni previste dall’art. 172 C.d.S. con sanzione amministrativa da 81 euro a 326 euro e con annessa decurtazione di 5 punti dalla patente.

La nuova normativa seggiolini auto anti abbandono riconosce anche all’azienda fabbricante dei precisi obblighi, inducendola ad accertarsi che il sistema immesso sul mercato sia conforme alle prescrizioni tecniche costruttive e funzionali essenziali ai sensi dell’articolo. A tale scopo, lo stesso fabbricante è chiamato a redigere la documentazione tecnica, con relativi dati o dettagli pertinenti dei mezzi utilizzati e, su richiesta, a metterla a disposizione dell’autorità di vigilanza del mercato, garantendo così che il sistema anti abbandono sia conforme alle specifiche tecnico- costruttive e funzionali essenziali, stabilite dalla legge anti abbandono bambini.

Come riportato nell’art. 5 del D.Lgs., “nel redigere la dichiarazione, il fabbricante si assume la responsabilità’ della conformità’ del dispositivo anti abbandono alle prescrizioni tecniche costruttive e funzionali essenziali”.

Nell’art.6 è precisato, poi, che, per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi anti abbandono, la vigilanza del mercato è effettuata dalla Direzione generale per la motorizzazione, che tiene conto anche dei dispositivi anti abbandono riconosciuti da altri Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.

Come recita il conclusivo articolo 7, infatti, “si presumono conformi alle disposizioni del presente regolamento dispositivi anti abbandono legalmente commercializzati in altri Stati appartenenti all’Unione europea o in Turchia, o originari e legalmente commercializzati in uno Stato appartenente all’EFTA, che è parte contraente dell’Accordo SEE.”

La corsa alla conformità ha generato non poche polemiche e caos, inducendo il Ministero a rinviare l’avviso delle sanzioni al prossimo 1° marzo 2020 per dare la possibilità alle famiglie di mettersi in regola e non incorrere in spiacevoli conseguenze. Anche per questo è importante correre ai ripari, acquistando dispositivi anti abbandono: legge 2019 e normativa sono validi strumenti di sensibilizzazione!

Nel frattempo, però, anche l’Associazione dei consumatori Codacons è intervenuta e ha anticipato le mosse del Governo, rendendo disponibile uno strumento per contestare eventuali multe, la “Dichiarazione di esenzione da responsabilità” in relazione al disposto di cui all’art. 172, comma 1 bis del Codice della Strada.

Utilizzando questo apposito strumento, le famiglie iscritte al Codacons che decidono di aderire all’iniziativa, avranno la possibilità di contestare eventuali sanzioni ricevute a loro carico, chiarendo i fatti e avanzando eventuali incongruenze con la legge anti abbandono bambini.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli considera la Legge anti abbandono “sacrosanta e di civiltà”. Per lei il D.Lgs. “dovrebbe costituire soltanto una conquista per tutti e non un motivo di polemica“.

L’Automobile Club Italiano (Aci) ha chiarito che la legge anti abbandono bambini estende il provvedimento a 1,8 milioni di bambini e ha preventivato che da ora a Natale, saranno disponibili alla vendita solo 250mila seggiolini antiabbandono sul mercato.

Polemiche a parte, quando si parla di sistemi anti abbandono, è importante capire che la sola legge anti abbandono bambini non basta ad arginare il fenomeno, né a limitarne le drastiche conseguenze, previste comunque dalla normativa anti abbandono. Occorre, invece, modificare lo stile di vita ed assumerne uno più adeguato alle esigenze di tutta la famiglia.

La fretta, si sa, è una brutta bestia che spinge a non riflettere sulle azioni da compiere né sulle conseguenze che esse possono generare e che distraggono la mente da ciò che è realmente importante.